31 Gennaio 2009 - 2200 - Compost Benefit Party!!!

The Calorifer Is Very Hot (My Honey - Ferrara ITA)
pop`n`roll oh!-bliquo
June Miller (Marsiglia - La Spezia ITA)
Emo `98 vs indierock
Mange-Tout (My Honey - Genova ITA)
duo francoitaliano di signorine per bene
Protected By The Local Mafia (Genova ITA)
Chitarroni a go go
El Pelandro (Genova ITA)
misterioso cantautore lo-fi

Tradizionale festival benefit a favore di Compost!!!
Festa per la presentazione del disco dei June Miller prodotto da Chris Crisci degli Appleseed Cast.
Festa per il ritorno a Genova delle Mange-tout che si sono girate lo stivale isole comprese
Festa per il debutto d`El Pelandro sul palco della Buridda con super gruppo ancor più misterioso
Festa per il ritorno dei caloriferi, leggete il tour diary su rockit.
Festa perchè l`onorata società accoglie sotto protezione i Protected.
Necessaria la presenza di *TUTTI* per stampare altre copie della fanzine, arrivare a fare una mostra e un libro.
E` un Benefit, vedete di aiutarci.



The Calorifer Is Very Hot
Il calorifero si e` acceso nel duemilasette. Gli elementi che compongono questo particolare (S)oggetto sono Nick e Nani ai compressori e cesco alle pompe (della bicicletta). Il calorifero e` stato disegnato da una persona ma potrebbe servire a tutti. Il nostro viene alimentato a super-ALC. non inquina.

June Miller
La musica di June Miller è cinematografia onirica, colonna sonora di luoghi senza mappa e senza nome. June Miller è suono denso e rarefatto, meteorologia dell`animo, a volte cumulonembo di pioggia e rabbia, a volte macchia di bianco tesa a galleggiare sul blu. June Miller s`incanta per incantare, ma se la fotografi viene mossa. Le sue note si perdono tra la parola odore e la parola profumo per ritrovarsi sulla punta della lingua nel momento in cui la consapevolezza surclassa le parole. Se June Miller ha una forma è quella dell`acqua, se ha un peso è quello di un desiderio semplice e mai espresso.

Mange-Tout
Vi racconto di due che conosco.
Germana e Nathalie sono nate a Le Havre e Genova, che sono due città di porto. Nel 1977, che sarebbe anche un anno importante, ma non è questo il punto. Hanno studiato e vissuto e lavorato, con tutto quello che ne consegue, a Parigi, Milano, Genova, New York, Parma. Nel frattempo hanno ascoltato e letto e visto dischi e libri e film/quadri, che vanno da Jaques Brel a Michael J Fox ai Superchunk. A voler giocare al gioco dei citazionismi accattivanti, ci sarebbe anche da dilungarsi. Ma nemmeno questo è il punto. Si sono ritrovate, Germana e Nathalie, a suonare insieme. Correva il mese di aprile, 2007. A una piaceva il rock indipendente, e le quattro corde semplici del basso. All’altra la chanson e qualche jazz, e i tasti complicati della fisarmonica. La media, a pensarci bene, fa esattamente una chitarra a testa, e una manciata di canzoni semplici come carillon. E così è stato. E sono nate le Mange-Tout. O i Mange-Tout. O Mange-Tout. Non importa: non è questo il punto. Il punto è la manciata di canzoni che si diceva prima. Cinque canzoni per cominciare, direbbe un presentatore impomatato alla sua platea, mentre salgono sul palco le Mange-Tout. Cinque canzoni che potrei chiamare folk, se ancora volesse dire qualcosa. Che potrei definire pop, perché si bevono veloci come un bicchiere d’acqua. Che magari chiamerei canzoni d’autore (o autrici) se non suonasse così polveroso. Che basta un attimo a definire indie, ché hanno lo spirito libero, ma anche questo non ci porta granché lontano. Potrei fare dei nomi, per raccontarvi la manciata di canzoni. Vecchio trucco, funziona sempre. Ce ne vuole uno nuovo, in voga ma non troppo, un rimando preciso… CocoRosie: due, voci incrociate, passo sghembo, cuore melodico. Oppure Beirut: malinconia e tradizione vagabonda. Ce ne vuole uno classico, immortale, che dia spessore al tutto… Simon & Garfunkel: che d’accordo erano uomini, di moda quanto le mutande sopra i pantaloni, non proprio il massimo dello stile. Ma vuoi mettere le melodie, e l’intesa, e, ancora, le voci che si inseguono. E poi infine ce ne vuole uno oscuro, magari inventato magari no, da cercare su google se proprio la curiosità morde… Sheilagh McDonald. Di lei non possiamo dire nulla, magari manco esiste. Le Mange-Tout non approverebbero, ovviamente, i paragoni sonici che avete appena letto. A occhio vorrebbero qualcosa di più defilato e sotterraneo. Qualcosa di più indipendente, meno scontato. Ma ancora una volta non è questo il punto. Le Mange-Tout dal vivo si siedono (sedia o sgabello, poco importa) e cantano le loro canzoni. Ora, una manciata le hanno pure incise. Questo è l’unico vero punto. Le probabilità di incontrarle, vista la situazione, sono cresciute enormemente. Incontrarle e rimanere amici, con le canzoni Mange-Tout, è un attimo. Ve ne accorgerete. A presto, dunque. Vostro. Mr. Who


Protected By The Local Mafia
Andre alla batteria, Fabri alle chitarre, Simo al basso e Albe alla voce. Rinasce così una delle sigle più attese in città. Ultimi alfieri locali di una genia di emocorers evoluti, tra dinamiche alla At The Drive In, chitarre alla Drive Like Jehu e voci hardcore. Con membri di Ex-Otago, K.C.Milian, The Enemy...

El Pelandro
Chi si celerà dietro la berretta?
Chi scriverà singoli istantanei sui grandi temi del mondo?
Chi riuscirà a dichiararsi sempre ma presentarsi mai?



Laboratorio Sociale Buridda
Via Bertani 1 - Genova
http://www.buridda.org