12 Settembre 2009 - 2030 - Notte Bianca di Genova

Joe Lally (Dischord - Washington USA)
bassista dei Fugazi in trio
The Sight Below (Ghostly International - Seattle USA)
lonely dance parties
Port-Royal (Resonant - Genova ITA)
l`orgoglio elettronico locale
Il Moro E Il Quasi Biondo (Matteite - Codroipo ITA)
lieve elettronica live
Chewingum (Marinaio Gaio - Senigallia ITA)
indiepop sbarazzino
Cartavetro (Anomolo - Genova ITA)
vie alternative all`autoproduzione

Una straordinaria piazza Fontane Marose ospiterà una maratona di musica indipendente che partirà dalle 1800 con i gruppi locali per concludersi in nottata con artisti dal calibro internazionale. Un excursus nei generi tra i quali l`associazione Disorder Drama si muove, dal cantautorato post hardcore all`elettronica d`ambiente, senza mai perdere contatto e ispirazione nella scena locale. A corollario ci saranno banchetti e festeggiamenti, per chi è stufo delle solite loghiche, un`oasi fuori dal mercato per dimostrare quanto bisogno di comunità ci sia.



Joe Lally
Dici Fugazi e la mente corre subito a una delle formazioni più importanti e influenti della storia del punk-rock Usa. Dal 1987 al 2002, il quartetto faro della scena di Washington DC, che ha sempre rifiutato di farsi scritturare dalle multinazionali del disco, è stato infatti un baluardo di onestà e devozione (oltre che di intelligenza e ispirazione) per tutta la scena rock. Indipendente, ma non solo. «Il loro contributo etico e politico - è stato scritto - è pari a quello artistico». E ancora: «Hanno trasformato l’hardcore, minimalista e radicale, in un veicolo espressivo tanto malleabile quanto potente».
Ad animare i Fugazi, quattro personalità molto forti. In primis, Ian McKaye, il leader, cantante e chitarrista, nonché co-titolare della Dischord Records, l’etichetta underground che ha sempre pubblicato i lavori della band. E, poi, l’altro cantante-chitarrista Guy Piciotto, il batterista Brendan Canty e il bassista Joe Lally.
Quest’ultimo, come gli altri compagni di avventura del resto, dopo la decisione di stoppare a tempo indeterminato il marchio Fugazi ha continuato a scrivere e suonare. Prima con il progetto Ataxia (tra i protagonisti anche il Red Hot Chili Peppers John Frusciante) e ora da solista. È dell’inverno 2006 il suo album d’esordio «There to Here» che ospita i principali nomi della scena di Washington, come Jerry Busher, Ian MacKaye, Amy Farina, Guy Picciotto.


The Sight Below
Una musica intimista, introspettiva, dalle forme dilatate in grado di dar vita ad atmosfere oniriche, e accennare sentimenti sfuocati di una bellezza elegiaca.
Riverberi, loop, drone confluiscono in un’opera quasi orchestrale, amabilmente propulsiva e dinamica. Una musica che invita all’attenzione e che crea una struttura sonora di estrema bellezza. Video accompagano la musica, immagini che sono frutto di un procedimento di elaborazione che produce stimoli subliminali, utilizzando il bianco, il nero o gradazioni di grigio. The Sight Below ha debuttato con “Glider” - come un vecchio ep dei grandi My Bloody Valentine – un album pubblicato dalla Ghostly International, e registrato interamente in presa diretta.


Port-Royal
"as a band and as young men we were born in genoa, italy.
you may find it in some atlas and you`ll figure out that we are in between sea and mountains. when we get out of our homes we can go left or right, you can`t be wrong, and you can walk without remembering street`s name if you want to: the sea is there not to get yourself lost. as you walk you can notice that here we have a lot of old people, we are something like the oldest city in italy. kids can get bored easily and may start a band so that they can hum tunes made for this city and made for everyone that feels bored and wants to get lost. until they reach the sea."


Il Moro E Il Quasi Biondo
Da sempre vicini di casa in una cittadina il cui nome, anagrammato, è rido poco, lorenzo e roberto decidono di formare un gruppo, il cui nome, anagrammato, è moderni oblii qui a oslo. nel 2008 registrano un disco, il cui nome, anagrammato, è : un paese quante risate.
Il Moro è Lorenzo Commisso, già Papiers Collés, Ricciobianco e Ok No. Il Quasi Biondo è Roberto D`Agostin, enigmista e jolly. Al duo si aggiunge il videomaker Mario Ruggiero (laptop, chitarra) per un cut-up di campioni dal mondo che ricorda alcune ricerche degli Avalanches, sistemate su uno schema a definizioni - i titoli dei brani - mutuato dal cruciverba: le fonti delle innumerevoli variazioni dentro lo stesso pezzo sono prese dalla televisione e da internet, con uno zapping voluto tra gli strumenti suonati e i glitch, ed una cura d`insieme che fa pensare ai Matmos. Non è una colonna sonora: la subacquea Grossa pianta grassa e le fluide sirene di Mette in scompiglio la falena portano l`opera su sentieri non battuti, in entrambi i sensi (per contribuire alla filologia) di "poco esplorati" e "con la cassa non esponente", contribuendo a creare il poliedrico megablob dentro il cui flusso gli apporti sono mixati nitidi pur senza una direttrice. Per solutori più che abili.


Chewingum
Dal club delle banane nascono delle circonferenze rosa che poi fanno bum.Dopo una riunione al club i tre decidevano che Lene Marlin sarebbe restata una delle più grandi voci della musica nera di sempre. Da quando i Chewingum sono stati battezzati così, da una pura intuizione crociana di LA STRIXIA, un travestito milanese, suonano e provano a vedere il mappamondo da una prospettiva sempre più gratificante e si impegnano a chiamare il professore prof! Chewingum si propone di riuscire a ridere anche quando si ha la testa nell` acqua e prima o poi suonare di fronte ai gorilla. Chewingum fonda con Dadamatto, OginoKnaus, Mazca, Lleroy l` etichetta "MARINAIO GAIO" e registrano homemade "EPPI" Al momento sono concentrati per il parto del primo disco con Il maestro Davide Cristiani al Bombanella Studios ma si distraggono spesso con i giri delle lavatrici e in un momento di misera autocelebrazione incompresa, coniano il motto: "Noi vi amiamo anche se non misurate il tempo con la lunghezza delle matite!"

Cartavetro
Tra i vicoli di Genova "Cartavetro" è un nome famigliare, che vuol dire tante cose da tanto tempo, con tante facce che sono cambiate, ma con l`unico filo rosso di un gruppo che ha voglia di sperimentare, di percorrere sempre la via più insolita, senza rinunciare agli aspetti "carnali" e fisici del rock in quanto espressione di urgenza.

Fuori da Genova "Cartavetro" è il nome di un gruppo appena arrivato, che vanta una sola uscita, risalente ormai al lontano 2005, "Bruxia" (dal genovese, per "brucia"), pubblicato sulla prima net-label italiana, la marchigiana Anomolo Records. Di questa esperienza rimane, oltre all`amore per i suoni un po` storti, il legame con una certa scena no-copyright e copy-left, vista come moderna evoluzione e prosecuzione di un discorso più d.i.y. in senso lato.

Oggi i Cartavetro sono un trio, nuovo per 2/3, prossimo a dare alle stampe una sorta di EP del ri-esordio, prodotto grazie alla collaborazione di diverse etichette del panorama genovese e nazionale. Il titolo è We Need Time, e nel brano omonimo mette la voce un nostro beniamino: Mike Watt, dei mitici Minutemen, e ora anche basso degli Stooges.

EXTRA
leggi le info