Ass. Cult. DisorderDrama

Off 3#21 Jeffrey Lewis & The Junkyard

Jeffrey Lewis & The Junkyard
(Rough Trade – New York USA)
Lo-Fi Folk Extraordinaire

Torna Jeffrey Lewis a Genova!

Sito: http://www.thejeffreylewissite.com/

Etichetta: Rough Trade

Info: L`imprevedibile Jeffrey Lewis, agitatore della scena Anti-Folk newyorkese e collaboratore di The Fall, Thruston Moore e Adam Green. Fumettista eccellente, paladino del DIY, simpatico ed eclettico. Un misto del primo Jonathan Richman, dei Violent Femmes, di Costello e di Dylan. Cantautore indie-folk, rocker, amante della musica popolare, disegnatore di fumetti, Jeffrey Lewis è un artista poliedrico che associa una forte passione per la musica a svariati progetti artistici, tra cui l’ormai famosa “Storia illustrata del comunismo”, una biografia illustrata di Barack Obama, un blog sul New York Times e una TV sul sito del quotidiano britannico The Guardian. Dopo un 2008 intenso, che lo vede protagonista, in qualità di supporter, di svariati tour, accanto a nomi del calibro di Jarvis Cocker, The Cribs, Stephen Malkmus & the Jicks, The Mountain Goes, e che lo porta alla realizzazione dell’album di cover punk-anarchiche intitolato “12 Crass Songs” , elogiato da pubblico e critica, il cantautore newyorkese che da sempre si ripropone di unire lo spirito folk a quello punk, giunge alla maturazione artistica con “’Em Are I”, pubblicato nell’aprile del 2009. Quinto album per Jeffrey Lewis, in uscita per Rough Trade, registrato ai Brooklin`s Emandee Studios con Mark Ospovat e arricchito dalla presenza del fratello Jack, dalla grande suonatrice di banjo Emily Lacy, da Herman Dune e da un cameo di J Mascis (Dinosaur Jr), “’Em are I” rappresenta per la prima volta in maniera compiuta la fusione di tutti gli elementi che avevano caratterizzato le precedenti composizioni, dall’amore per la musica popolare degli ultimi 40 anni alla matrice puramente anticonformista e punk. Il talento di Lewis risiede d’altronde proprio nella capacità di rielaborare la semplicità dei brani folk tradizionali, spesso costruiti attorno alla forma base della ballata d’amore, contaminandola con ritmi nevrotici e ossessivi, psichedelia anni ’70 e un cantato fragile, annoiato, monotonale, a volte infantile. Menestrello dei giorni nostri, ormai unanimemente riconosciuto come una tra le voci più rappresentative della scena alternativa americana, Jeffrey Lewis presenta anche in Italia la sua ultima e più compiuta fatica.

Press: “Tornando al 2006, esce come singolo The History of Punk on New York Lower Eastside 1950-1975, puzzle-song composta di musica e parlato divenuta celebre soprattutto su Youtube, che dice parecchio delle radici musicali del nostro, capace di presentare una credibile storia dell’emergere del punk-rock che prescinde del tutto dalla Gran Bretagna per concentrarsi soprattutto su New York, dove l’Anthology di Harry Smith nel 1952 riportò a galla brani dimenticati e urticanti, come la disaster song When That Great Ship Went Down (nella versione di William & Versey Smith). Questo diede il via al folk-revival che trovò i suoi campioni dissacranti nei falsetti stridenti degli Holy Modal Rounders, e la storia prosegue con il rock stradaiolo e perverso dei Velvet Undergound, le provocazioni dei Fugs e i disastri dei Godz. Tutto questo porta avanti un tipo di poetica che John Cale trasferirà nella Detroit degli Stooges (ovviamente qui c’è molto di opinabile), senza dimenticare il lavoro di David Peel (centralissimo secondo Lewis), di Patty Smith, dei New York Dolls e infine di Richard Hell, e il punk è bello che partorito nel ventre asfaltato di New York” da blow-up http://www.blowupmagazine.tv/live/jeffrey-lewis-history-lesson/
“Jeffrey Lewis è un piccolo genio e non se lo fila nessuno. Mi ricordo quando lo incontrai per la prima volta nel 2005 con City & Eastern Songs, un disco che scrisse assieme al fratello Jack e che mi lascò a bocca aperta talmente tanto che mi ricordo mi stampai la copertina a colori per averne una copia più possibile simile all`originale. Mi ricordo quando nel 2007 mi arrivò a casa 12 Crass Songs e rimasi stupita di come un disco punk potesse trasformarsi in indiepop. Poi i fumetti, l`amicizia con i Wave Pictures, la sua incredibile bruttezza (…). Così si arriva al 2009 freschi freschi con un nuovo disco che si chiama Em Are I e il livello di stupore cresce in maniera esponenziale, perché al posto delle ballatine folk e frizzanti in stile Kimya Dawson ci sono dei pezzi rock n` roll innocentissimi che ti fanno ballare e sudare e che sembrano rubati dal librone delle canzoni di Jonathan Richman quando aveva vent`anni. Bello bello bello. Consigliato
!” http://frigopop.blogspot.com

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Dall’ottobre 2008 al settembre 2017 abbiamo tenuto un blog su tumblr ripostando tutti link, recensioni, video e immagini su un po’ dei gruppi genovesi che combinavano sfracelli fuori dalle mura di casa. Stiamo mettendo a posto l’archivio. Buona ricerca

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