dDISASTRA Iztok Koren & Raphael Rogiński + Paolo Tortora
AD ASTRA – Cinemino in Genova
INGRESSO RISERVATO AI SOCI CON TESSERA ARCI 25/26
È possibile fare richiesta online via App ARCI o direttamente al circolo.
Iztok Koren & Raphael Rogiński
(Instant Classic – Ljubljana SLO / Frankfurt DE)
experimental acoustic folk
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Paolo Tortora
(Torto Editions – Genova ITA)
ambient guitar drones
Una delle direzioni di indagine che abbiamo intrapreso quest’anno, oltre al neo-primitivismo chitarristico c’è anche quello del dialogo tra musicisti. Il progetto di Iztok e Raphael si basa completamente su questo asse di interazione tra le rispettive ricerche nelle musiche tradizionali e nel tentativo di rinnovare linguaggi antichi in forma contemporanea. Iztok Koren fa parte degli Širom e ha dato alle stampe un paio di dischi anche per la genovese Torto Editions. Raphael Roginski è riconosciuto come uno dei principali musicisti folk contemporanei dell’area mitteleuropea. In apertura ospitiamo la presentazione del disco di Paolo Tortora, esordio anche per lui in cassetta su Torto Editions, già chitarrista dei Japanese Gum, oggi fa fare viaggi alla sua chitarra elettrica in territori ambient cinematografici.
Iztok Koren & Raphael Rogiński
(Instant Classic – Ljubljana SLO / Frankfurt DE)
experimental acoustic folk
L’album è nato dalla collaborazione di due strumentisti alla ricerca della voce antica dei propri strumenti, unita al suono del domani.
Con una sensibilità particolare nel cogliere lo spazio sonoro – sia dal punto di vista acustico che ideologico – Raphael Roginski e Iztok Koren hanno creato una polifonia dai colori sonori in continua evoluzione. Questa stessa polifonia – intesa come incontro tra due realtà che si fondono per costruire una piattaforma comune – è il denominatore comune del loro lavoro. Da appassionati di musica tradizionale, ne traggono ispirazione; tuttavia, il loro obiettivo è quello di creare musica per l’uomo moderno e dare vita a un paesaggio sonoro universale.
Iztok Koren, nato nel villaggio di Beltinci nel Prekmurje, assistente sociale di professione, è un polistrumentista sloveno che attualmente vive a Lubiana.
Ha iniziato il suo percorso musicale nel 2000 con la band post-rock dinamica, melodica e malinconica Škm banda, ha proseguito con il duo post-industriale noisecore rumoroso, espressivo e caotico Hexenbrutal, ha ottenuto un più ampio riconoscimento con il trio freak folk immaginario e sognante Širom e, oltre ad altri progetti musicali occasionali, durante il lockdown ha anche creato un progetto solista intimo, minimalista e zen a proprio nome. Nel 2024 ha fondato il trio internazionale Na tej strani nebes con compagni provenienti dal Belgio, e nel 2025 un duo con il chitarrista polacco Raphael Roginski.
Iztok crea anche musica per il teatro, spettacoli di danza e film. Ha collaborato più volte con la regista teatrale Mirjana Medojevič e con il coreografo di danza Matjaž Farič e ha composto le colonne sonore dei film di Petra Seliškar Mountain won’t move e My summer holidays.
Iztok suona banjo, gembri, balafon, kalimba, percussioni, batteria, steel drum, chitarra, sintetizzatore, morin khuur ed effetti.
Raphael Roginski è chitarrista, compositore, interprete, improvvisatore, animatore culturale e ricercatore nel campo del folklore musicale. Formatosi sia nella tradizione jazzistica che in quella classica, ha successivamente approfondito i suoi studi in musicologia ed etnomusicologia. Fondendo tradizioni diverse, cerca sistemi musicali e performativi indipendenti dalla cultura popolare dominante.
Esegue musica di tradizione turca, beduina, africana, curda, greca, georgiana, persiana, armena e di molte altre tradizioni, spesso collaborando direttamente con musicisti radicati in quelle culture.
Il suo fascino per il folklore di Kurpie lo ha portato a collaborare con Genowefa Lenarcik, rinomata cantante folk e figlia di Stanisław Brzozowy. Insieme agli ultimi musicisti rom polacchi, ha fondato la band Drom.
Il suo interesse per la musica antica ha portato al progetto Bach Bleach (opere di Bach su chitarre preparate) e all’album Plays Henry Purcell, che reinterpreta Purcell attraverso la lente dell’estetica cold wave degli anni ’80.
La sua approfondita ricerca sulle tecniche chitarristiche, sui musicisti blues classici e sul suono degli strumenti degli anni ’50-’60 si riflette in progetti come Wovoka e Shy Albatross.
Lavora anche all’interno della scena new jazz globale. La sua musica accompagna spesso progetti artistici – documentari e film d’animazione (ad es. opere di Man Ray, Viking Elling, Lidia Skvorcova, Borderland Fairy Tales Collection), performance (Małga Kubiak, Jerzy Kalina),
teatro tradizionale e multimediale (Lothe Lachmann Videoteatr “Poza”, Paweł Miśkiewicz, Piotr Cieplak, Michał Walczak, Maja Korczakowska) e la letteratura (Tadeusz Różewicz, Mieczysław Myśliwski, Mieczysław Abramowicz, Andrzej Stasiuk).
Paolo Tortora
(Torto Editions – Genova ITA)
ambient guitar drones
I ricordi hanno una vita propria, generano luoghi che esistono in una dimensione fenomenica e non necessariamente in quella fisica. Quei luoghi sono fatti delle nostre emozioni più remote e occulte. «Waves of Fading Memories» è il debutto solista di Paolo Tortora, musicista sperimentale e cofondatore dei Japanese Gum. In questi quattro lunghi capitoli sonori, c’è una vibrazione di qualcosa di perduto che spinge l’ascoltatore verso uno stato di ascolto più profondo. Le onde del Mar Ligure si infrangono in droni di chitarra e sintetizzatori d’atmosfera, elaborati con nastri e pedali analogici. Il risultato è una miscela organica di suoni naturali e musica ambient strumentale analogica, che crea un’esperienza immersiva per l’ascoltatore, il quale viene circondato da articolati schemi di frequenza. Si tratta di un bellissimo esempio di espressione artistica sensibile.
“Paolo Tortora’s first solo departure from Japanese Gum, Waves of Fading Memories, is a lush walk through the recesses of one’s mind, led by evocative guitars and enigmatic synths. While this was musically a solo, his Japanese Gum bandmate Davide Cedolin did the artwork, so like a different face on a memory, this is a different look at a new “Japanese Gum” configuration. Four tracks that anyone will be happy to add to their own collection of thoughts, hopes, and dreams, Waves of Fading Memories’ beauty lies in its rich textures, accessible themes/imagery, and soft but strong presentation. ” Paul Casey – musiquemachine.com
