Quel che i Dresda fanno è prendere un pentolone pieno di pece nera al gusto sludge, rovesciarvi dentro odissee di chitarra dilatate e selvagge che si inerpicano su sentieri post-rock e interpretare il tutto con un piglio vivace, imprevedibile e policromatico che in giro pochi avrebbero dubbi nel definire prog.[…]
