Arrington de Dionyso
(K recs – Olympia USA)
no-wave punk free jazz untraditional folk
Siamo felicissimi di riportare a Genova, a più di un quarto di secolo dalla prima volta, il leader di Old Time Relijun e Malaikat Dan Singa. Arrington ci ha presi per mano con l’irruenza primordiale della sua no wave negli anni ’90 per portarci in giro per il mondo tra diplofonie, tradizioni, ritmi e glossolalie. Approdato da anni in Indonesia ci ha indicato nuovi modi di liberarci, con il suo free jazz rotto e scalcinato su piani non solo sonori. Un suo live è un’esperienza da vivere.
martedì 5 Maggio 2026
h2100
AD ASTRA – Cinemino in Genova
INGRESSO RISERVATO AI SOCI CON TESSERA ARCI 25/26
È possibile fare richiesta online via App ARCI o direttamente al circolo.
Voce intransigente nel panorama musicale contemporaneo, Arrington de Dionyso fonde antiche tecniche di produzione sonora con riflessioni transmoderniste sulla natura della coscienza. Le sue improvvisazioni trascinanti utilizzano la voce e gli strumenti a fiato (principalmente clarinetti bassi e il Bromiophone, da lui inventato) come strumenti multifonici che attraversano gli spazi liminali tra le sedute sciamaniche e l’estasi del rock and roll. Pur essendo profondamente radicata nella tendenza punk a demolire gli standard musicali in un tentativo di liberazione, la musica di Arrington unisce l’iconoclastia no-wave alla ricerca spirituale del free jazz dell’era di Albert Ayler per svelare universalità primordialmente potenti. Abbraccia i suoni come colori, enfatizzando spettri complementari – dalle armoniche circolari sussurrate attraverso flauti di bambù agli ululati penetranti e profondamente gutturali del canto di gola amplificato – con precisione atletica e virtuosismo mitico.
Arrington de Dionyso
(K recs – Olympia USA)
no-wave punk free jazz untraditional folk
info: Nato a Chicago nel 1975, questo figlio di pastori metodisti ha poi frequentato una scuola di teatro in Arkansas e ha imparato da autodidatta sette lingue. Dopo essersi trasferito nel Pacifico nord-occidentale, da giovane Arrington si è mantenuto come artista di strada itinerante vendendo cassette registrate a mano, finché non è arrivato a Olympia per studiare etnomusicologia e danza Butoh all’Evergreen State College. Nel 1995 ha fondato la band No Wave Gospel Old Time Relijun, che ha raccolto elogi dalla critica e una fedele base di fan nel corso di tour infiniti in Nord America ed Europa, pubblicando dozzine di album con la K Records. Nel 2009 ha creato Malaikat dan Singa (“Angeli e Leoni”), un nuovo potente progetto che integra ritmi dancehall aggressivi con scale di gamelan, utilizzando la lingua indonesiana per interpretare la poesia mistica di William Blake.

Nel 2011 Arrington è stato invitato a svolgere una residenza artistica in Indonesia, che ha portato alla prima di molte collaborazioni con la rivoluzionaria band indigena metal-art-noise SENYAWA. È stato durante questi viaggi che Arrington ha scoperto il rituale giavanese della Trance del Cavallo noto come “Jathilan” e ha iniziato a partecipare a cerimonie con musicisti tradizionali dei villaggi in tutto il Sud-Est asiatico. Viaggi come questi hanno approfondito la comprensione di Arrington della musica come mezzo per alterare la coscienza ordinaria e indurre esperienze spirituali. Partecipa non solo a concerti, ma anche a cerimonie in tutto il mondo insieme ad artisti di ogni genere, come Reak Juarta Putra a Bandung, nella provincia di Giava Occidentale, e i Master Musicians of Jajouka in Marocco. La sua precoce passione per il canto difonico tuvano lo ha portato ad approfondire lo studio dello sciamanesimo siberiano, ed è proprio da quel legame con gli spiriti del mondo naturale che trae la forza della sua musica.
Sia come leader di una band che come solista, la musica di Arrington evoca un “Futuro Antico”, a volte scioccante e allucinatorio, sempre con l’obiettivo di canalizzare lo spirito.

“L’arte di Arrington de Dionyso è un urlo che sgorga dalle viscere del cosmo: un suono che aggira la mente razionale per vibrare direttamente nel midollo. La sua opera non è semplicemente poesia o musica; è una rivelazione, una trasmissione grezza dai confini dell’esperienza umana, dove il linguaggio si sfilaccia in glossolalia e l’io si dissolve nel brodo primordiale dell’esistenza. Approcciarsi al suo lavoro significa stare sull’orlo dell’abisso e rendersi conto che l’abisso sta cantando a sua volta.”

