Ass. Cult. DisorderDrama

Winter Garden 0.3

Scott Ritcher (ex Metroschifter)
(I Can’t Believe It’s A Record Company – Louisville USA)
minimal country
 
Anaïs
(Viceversa/Marsiglia – Genova ITA)
slowcore indie pop acustico
Terza e ultima serata del festival in compagnia dei nuovi progetti di nostre vecchie conoscenze: torna in Italia Scott Ritcher, nostro gradito ospite in un Secret Show in via Peschiera, ex componente dei seminali Metroschifter oggi cantautore acustico che stravolge il country con la stessa irruenza punk, e gli Anaïs che presenteranno il loro nuovo disco di canzoni ispirate da Emily Dickinson.

Scott Ritcher (ex Metroschifter)
(I Can’t Believe It’s A Record Company – Louisville USA)
minimal country
 
info: Nelle parole di Luca Benni di To Lose La Trak che l’ha invitato in Italia: “Scott Ritcher è noto per essere stato la voce e chitarra dei Metroschifter, seminale band posthardcore di Louisville, Kentucky. Oltre a questo ha fatto un sacco di cose: il designer, l’editore, ha fondato la Slamdek Records, l’etichetta dei primi Rodan e Jawbox, ha suonato in qualche altro gruppo e poi si è candidato nelle liste del Reform Party a sindaco di Louisville e per il Senato del Kentucky. Ha da poco fatto uscire l’ep The Kentuckian, anche se adesso sta in Svezia.”
I Metroschifter a fine anni 90 erano un po’ i portavoce di un equilibrio magico delle tante pulsioni del punk indipendente americano, specie quello che arrivava da Louisville: dal punk hardcore dei numi tutelari locali Squirrel Bait al pre post-rock degli Slint, passando per il country e qualsiasi altra cosa avessero avuto voglia di suonare. Generation Rx del 1999 è ancora un inarrivato pastiche di citazioni acustiche, ballatone, titoli improbabili e spunti divertenti ed arrivava a stupire due anni dopo il centratissimo “4”, rumoroso, esplosivo, tirato, definitivo. Difficilmente incasellabili nel loro andirivieni tra indierock e hardcore e quindi difficilmente contenibili rimangono negli annali come uno dei gruppi più interessanti del periodo. Oggi Scott arriva in Italia forte di produzioni acustiche dei suoi nuovi brani che gli permettono di riconquistare un ruolo di primo piano tra le influenze del nuovo cantautorato punk di questi anni dieci che volgono al termine.

Anaïs
(Viceversa/Marsiglia – Genova ITA)
slowcore indie pop acustico
info: Gli Anaïs sono la band indie-pop slow-core di Francesca, Mauro e Guido: un progetto che, lungo il corso di più di due decenni, ha attraversato la storia dell’underground genovese.
Eredi diretti della band di culto Sybil (Mauro Ghirlanda, fanzinaro e anima degli Heartside, ne era il bassista) e dei Chloe (prima formazione con Francesca Pongiluppi alla voce), gli Anaïs si formano intorno alla scrittura di Franco Zaio (Contrattacco, Crapping Dogs, Tupelo Twins, Lost…), che ha garantito la continuità tra tutte le incarnazioni, e Francesca alla voce. Tra batterie spazzolate, chitarre e una voce femminile che gioca a sussurrare, la band si ritaglia un pubblico attento e affezionato, tra rimandi a Mazzy Star, Velvet Underground, Galaxie 500… Poche uscite ma sempre ben accolte dalle maggiori testate specializzate: “Sottrazioni” nel 2002 su Marsiglia Records, l’autoprodotto “Amoressia” nel 2012 e “Emily Dickinson. Because I Could Not Stop for Death” su 1Q84 Tapes nel 2020. Come già in passato, i testi della poetessa vengono messi in musica e suonati in studio da Franco, con Francesca a condurre la melodia. A seguire l’uscita del disco, in digitale nel 2021 per Viceversa Records, la band si allarga nuovamente a Mauro (chitarra) e al ritorno di Guido Zanone (cajon), già bassista in una precedente incarnazione. Nel 2022, Francesca, Guido e Mauro decidono di proseguire il progetto in formazione a tre, musicando altre poesie di Emily Dickinson nel disco, “The Belle of Amherst”, prodotto da Viceversa Records in collaborazione con l’etichetta genovese Marsiglia Records.
press: “Potremmo definirla musica trasognata ma ben presente a se stessa, fatta di canzoni che viene voglia di riascoltare – e rileggere – sovente, in particolare Wild Nights, I Felt A Funeral e Good Morning Midnight (quest’ultima potrebbe persino essere una hit radiofonica di qualche mondo parallelo). Quanto a I Am Nobody, è stata usata come sigla del compleanno on line dell’Emily Dickinson Museum di Amherst: una soddisfazione non da poco.” Antonio Vivaldi – Tom Tom Rock
bandcamp: https://1q84tapes.bandcamp.com/album/ana-s-emily-dickinson-because-i-could-not-stop-for-death

 

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Archivio CMPSTR

Dall’ottobre 2008 al settembre 2017 abbiamo tenuto un blog su tumblr ripostando tutti link, recensioni, video e immagini su un po’ dei gruppi genovesi che combinavano sfracelli fuori dalle mura di casa. Stiamo mettendo a posto l’archivio. Buona ricerca

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